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Grazie, NatĂ lia







.....

La poesia è equazione perfetta

che in sè sintetizza

intimo anelito divino

e umana imperfezione.

Tuttavia, la grandezza della poesia

sta nella sua potenza espressiva

che fa sì che si dipingano

in pochi versi emozioni,

riflessioni,

pensieri,

desideri,

sogni che altrimenti

andrebbero dispersi

in logorroiche pagine di prosa.

Sintesi perfetta

in cromatico gioco di parole.

NatĂ lia Castaldi




"Su un piano diverso

si muovono emozioni

che non appartengono

al mondo empirico.

Per qualcuno la mia sfera emotiva

appartiene al sogno,

per altri è una forma

di schizofrenia,

per me sono solo io."

NatĂ lia




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Nome: NatĂ lia Castaldi
********************************* La poesia è equazione perfetta che in sè sintetizza intimo anelito divino e umana imperfezione. Tuttavia, la grandezza della poesia sta nella sua potenza espressiva che fa sì che si dipingano in pochi versi emozioni, riflessioni, pensieri, desideri, sogni che altrimenti andrebbero dispersi in logorroiche pagine di prosa. Sintesi perfetta in cromatico gioco di parole. ******************************* "Su un piano diverso si muovono emozioni che non appartengono al mondo empirico. Per qualcuno la mia sfera emotiva appartiene al sogno, per altri è una forma di schizofrenia, per me sono solo io." ************************** Natàlia


Qualcosa di me

Questo blog è una raccolta di poesie mie e di amici che, in qualche modo hanno segnato ed accompagnato la mia esistenza


Amo

la libertĂ  in ogni sua forma, la libertĂ  di pensiero ed espressione


Odio

l'ipocrisia del perbenismo


Votami nella classifica di WebRev


mercoledì, 20 agosto 2008

senza paura

Deep_in_the_Fog_by_khimaereus
Non avessi saputo
cosa sono
avrei forse creduto
nella salvifica forza del destino.
 
M’incammino
senza guardarmi avanti.
 
L’inerzia degli anni
sospinge il passo
incondizionato nel respiro,
inespugnabile nel pensiero.
 
Taglierò il filo del traguardo
ad occhi chiusi
danzando nella nebbia,
stringeranno forte i pugni
l’ombra di una carezza in tasca.
***
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 01:54 per quanto riguarda natĂ lia.

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lunedì, 18 agosto 2008

La donna lontana, F. G. Lorca

La donna lontana – Sonetto sensuale

 FORSE
I mille e mille aromi, dalla tua bocca effusi,
sono profumate nubi, di dolcezza assassine.
E’ un’anfora il mio corpo, fatta di notte oscura,
che versa la sua essenza in te, folle divina!
I tuoi sguardi si perdono nei dolci sentieri
per te la Notte e l’Erebo ritornano nel Nulla,
Febe si smorza esangue innanzi a te e si umilia,
e d’Eros sulla testa scende brina di fiori.
In una notte azzurra nel giardino silente,
dove tu stia immaginando nebbiose regioni
ed il piano dissecchi la canzone dell’Oblio,
la stella del mio bacio ti si poserà in fronte,
l’anima mia sorgiva t’inonderà di rose
e vibrante di suono il piano canterà.
 ***
Federico Garcia Lorca (1898-1936)


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 23:09 per quanto riguarda f g lorca, poeti ospiti.

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lunedì, 18 agosto 2008

Logos

logos

Assordante silenzio

in intima confusione,

caos, disordine,

black out emozionale:

soffocante mio sentire

liberatorio il tuo fluire

di contorto logos in parole

e danze di fantasmi

come ombre leggere

a disegnare anelli fumosi

tra le rughe di memoria.

.

Natàlia



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 22:00 per quanto riguarda natĂ lia.

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lunedì, 18 agosto 2008

Fermata d'autobus

Premessa: è il mio primo ed unico racconto... prometto di non scriverne più!!

*****

Fermata d'autobus

 hostess

Vedevo i tuoi sguardi, sembravano persi nel filo conduttore di una vita anonima e ribelle.

Passavi distratto con il tempo in tasca che scandiva il ritmo costante del tuo passo fino a rallentare dinanzi alla fermata della 65 rossa, capolinea Linate.

Voltavi il viso abbassando lo sguardo. Ogni giorno - 06,30 - mai un minuto di ritardo.

Era il nostro rendez-vous, uno spazio sospeso di pensieri distratti dalla meccanica routine del mattino, che si poggiava sui mocassini di camoscio, sul cappotto color cammello.

Guardavo il colletto della tua camicia, nascosto dal maglione, spuntava appena.

Impeccabile, perfetto, inamidato.

-          non può essere una donna a stirare le tue camicie, non la tua donna. Troppo perfette, ne sento l’odore di lavanderia, di lavaggio a secco, di vita asettica. -

Il tempo rallentava nel respiro che cresceva in affanno, dietro la moviola del tuo viso, maturo, privo d’espressione, appena rivolto, appena reclinato.

Uno sguardo, l’aspettavo e fissavo l’attimo in cui i tuoi occhi mi avrebbero toccata.

Era come una scossa, un attimo d’apnea. Subito abbassavi lo sguardo come se fosse stato tutto già compiuto.

Avrei voluto azzardare una parola, una scusa. 

Abbassavi lo sguardo ed il tempo ricominciava a correre, superata l’ultima gamba della pensilina scattavo in piedi, un movimento riflesso, incontrollato, come lo scatto dell’arto galvanizzato di una rana da laboratorio.

Scattavo in piedi, sistemando i capelli, stizzita da quel passaggio senza senso, quotidiano.

Si fermava stridula nei freni  la 65, rossa, capolinea Linate.

Un respiro profondo prima di salire, Jasmine era già lì col suo solito sorriso, la solita divisa, la solita frase … “Pronta per volare?”

– volare, volare … chissà poi dove?  Linate Fiumicino e ritorno in 8 ore e non ho mai visto le sue mani. –

Appoggio il viso al finestrino appannato di respiri promiscuamente liberati, ti osservo girare l’angolo: “A domani”  . 

                                                                                              © Natàlia



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 22:00 per quanto riguarda racconti/narrativa, natĂ lia.

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lunedì, 18 agosto 2008

Il fulmine d'oro

Il fulmine d’oro
 by_night_fate
S’illumina la notte
in caduta libera
a rinfrescare le membra stanche.
Chicchi rotondi come sassi
picchiettano sui vetri
tintinnando ritmi arcani
in esasperazione di spirito
e danza di muscoli tesi.
Ma nel bagliore d’un fulmine d’oro
questo freddo non congela
la tela rinchiusa nella mia bottiglia,
una mano l’accompagna al fiume:
vascello di segreti e fantasie
liberamente
scivola ondeggiando verso il mare
in frammenti d’iride come fiori di campo.
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 22:00 per quanto riguarda natĂ lia.

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lunedì, 18 agosto 2008

De rerum naturae (omaggio)

De Rerum naturae (un omaggio)
160616774045ae83b7647b2587846098
Non mi inginocchio davanti ad altari
rivestiti di tele e ricami,
oboli di fedeli
a purificare in bianco candore
di sete e damaschi e ori,
peccati terreni,
misfatti
e umane meschinità.

Non sciolgo sulla mia amara lingua
ostie come carni divine
e non rinchiudo in portafogli,
tra denari e scontrini,
nòccioli di dattero come propizio feticcio
per prospero domani,
né santini dalle mani insanguinate
di stimmate e dolori
per garantirmi la fede
ed un sereno domani.

Templi e pagani riti reiterati
in riscritte vesti
a giustificare poteri
e contrabbandi di menti
con aldilà e timore di Dio,
che imperfezione naturale
d’animale genere ha voluto
a pascolare in gregge di iene
in famelico divorare
la carne del più debole che soggiace,
per malefica invenzione,
del male al di fuori di creazione.

Mi inginocchio davanti a me stessa,
alla mia meschina natura nella Natura
ed essa prego che non infierisca
davanti allo scuotere delle onde sulla battigia
ed alle creazioni di umana creatura
in sua potenza d’arte.

Alla mente spaccata tra bestiale istinto
e razionale evoluzione
rivolgo disperato pianto e preghiera
che abbia pietà
dei cuccioli d’uomo
e non inchiodi alle croci
armando innocenti come cani affamati
per il combattimento
e galli bendati da mani crudeli,
per ludibrio di scommessa
e due monete d’oro in tasca.
***
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 22:00 per quanto riguarda natĂ lia.

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lunedì, 18 agosto 2008

Sonetto XLIII

Elizabeth Barett Browning
Sonetto XLIII
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Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione
che l'anima mia può raggiungere,
quando al di là del corporeo
tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che
lottano per la Giustizia;
 
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
 
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti,
- ti amo col respiro,i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita! -
e, se Dio vuole,
ancor meglio ti amerò dopo la morte.
***
Elizabeth Barett Browning


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 22:00 per quanto riguarda poeti ospiti, elizabeth barett browning.

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lunedì, 18 agosto 2008

Avvistamenti poetici e non ...

Risamaro

....

ovvero: come ci facciamo prendere per il culo.

Consiglio una visitina al blog di Michele Giordano

qui: click

***

buona giornata Italia.



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 12:24 per quanto riguarda avvistamenti poetici, michele giordano.

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lunedì, 18 agosto 2008

aria

aria
aria
Disperdendomi nel vento
mi sgretolo in briciole
di decomposizione d’ossa
e maleodorante ricordo
di carne in putrefazione,
mi tuffo nel profumo della terra bagnata
mondandomi nel fango
di erba muschiata
che sa di stagioni che si susseguono
mentre adagiata
su una nuvola,
senza più tempo,
osservo e rido
dell’affanno passato:
libera aria.
***
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 01:40 per quanto riguarda natĂ lia.

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sabato, 16 agosto 2008

Terra Vermiglia

Terra di sole e di sale
di vento e dolore,
terra vermiglia
e di nere sottane
terra di riti
e santi in processione
di petti battuti
dinanzi alla croce,
di peccati espiati
in superstiziose azioni
che alleggeriscono l’anima
dei suoi fardelli.


Terra di campi e profumi
di viti e meloni:
contrasti immensi
nei tuoi colori!

Terra di perduti onori
che non risparmi
occhi innocenti,
terra che inghiotti
e che penetri il cuore:
con tutto il mio odio
ti canto il mio amore.

****

Ogni 15 agosto a Messina si celebra la processione della Vara, una manifestazione popolare di culto e "superstizione", un rito catartico che "ripulisce" gli animi ed i cuori dei tiratori della Vara...

qui le immagini: click

p.s.: io ero a casa!


Natàlia Castaldi


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 19:18 per quanto riguarda terra, natĂ lia.

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venerdì, 15 agosto 2008

Notte bianca

Notte bianca (racconto bonsaj )
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Girano le nuvole in manto ad una velata luna, ruffiana nell’arcata celeste.
Mi sfiora il pensiero del mattino imminente e del suo frastornante rincorrersi di ore
mentre nuova aurora dipinge con pastelli di cera sfumate striature oltre il filare di cipressi.

Si agitano le fronde: candido un barbagianni intona la sua nenia, eccolo, sparisce nell’oblio del giorno.

L'alba bussa alle porte di pensieri lunghi un’intera nottata dedicata al silenzio,
al lamento del vento, alla vita nascosta nella natura oltre le mura di casa …

La veglia sfinisce la razionale angoscia diurna: adesso posso dormire.
*******
Buon Ferragosto a tutti ....


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 01:44 per quanto riguarda natĂ lia.

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mercoledì, 13 agosto 2008

Un'isola Tropicale

audrey


Per lei sarebbe stato più sensato emigrare in un paese tropicale, travestita da Audrey Hepuburn,  in attesa di un destino altrettanto fatale, ma più caldo.

Sarebbe stata una strategia perfetta per Giulia. Era l’unica novità del suo presente, l’essere passata dalla tattica alla strategia.

<Si dice che la tattica è tutto quello che si può mettere in pratica quando si ha molto da perdere; della strategia che è quel che rimane da fare, quando si ha già perso tutto> .

 

Sua madre non aveva smesso di rimproverarla in quegli anni, per la sua follia. Le diceva in continuazione che cosa mai si potesse aspettare da un uomo che aveva la metà dei suoi anni. E sua madre aveva concepito l’assurdo progetto di parlare con lui, di chiedergli di lasciarla in pace quella sua figlia, irrimediabilmente persa in un amore senza via d’uscita.

 

Anche gli occhi del marito di Giulia, avevano intuito. Aveva scelto dapprima la via del silenzio, poi se n’era andato su due piedi.

-E’ il modo più sincero, onesto in cui si può vivere, per se stessi e per gli altri. Agisco di conseguenza Giulia-.

 

I rischi che si corrono in queste storie d’amore rubate all’interno di storie legalizzate, vanno accettate in tutto e con tutto.

Giulia aveva agito con rapidità, forse troppa, in questo calcolo non era stata molto intelligente. Lo sguardo di suo marito era stato eloquente mentre si chiudeva la porta alle spalle.

 

Affondata la zattera che avrebbe dovuta condurla in un mondo nuovo, rimaneva sola a considerare che non esisteva chiave per essere onesti con le persone che ti amano. Patteggiare l’affetto che provava per Andrea con lo sballo che le dava Marco, era stato perfettamente inutile: Giulia aveva bisogno sempre di far coincidere, a qualsiasi costo, il sogno con la realtà.

Si era inventata un cast, dirigendo nel film una situazione squilibrata e l’illusione di sentirsi consolata, forse amata passionalmente, l’aveva condotta in quella scena finale: spariti entrambi i due uomini. Marco era fuggito per vigliaccheria, per una forma di prudenza che l’aveva investito improvvisamente, dopo il colloquio con la madre di Giulia.

Andrea se n’era andato nella scena finale di quel film inquietante, per via di una serie di coincidenze sorprendenti.

Mondano, distinto, saggio e abbastanza ermetico e programmato, si era concesso un ragionevole lasco di tempo per riflettere sul loro matrimonio, prima di gettare la spugna.

 

-Cerca di ricomporre la tua vita dall’alba fino al tramonto, Giulia, per tutti gli anni che ti restano da vivere-

aveva detto Andrea costringendola a una capacità di autoinganno che la aiutasse finchè lui se ne andava. Del resto tra la sentenza e l’esecuzione, passa un minuto nel quale si condensa la pietà alla rabbia, il perdono al bisogno di vendetta.

La decadenza per Giulia si sarebbe compiuta nel giro di un decennio, lo specchio le avrebbe rimandato un’immagine decrepita e, più in là, i dottori l’avrebbero braccata come si fa solo con i corpi vinti in attesa della sentenza finale.

-Te l’avevo detto- continuava ad uscire dalla bocca di sua madre, già atterrata in quella spiaggia senza palme che è la vecchiaia.

La felicità temporanea con Marco se n’era andata in silenzio, vigliaccamente, senza spiegazioni.

Giulia, senza il marito, era divenuta una figura di donna avvenente e fragile, sottoposta alle crudeli regole del mercato.

-Se avessi tanti soldi, Giulia,  comprerei un’enorme residenza, ci circonderemmo di domestici. Io potrei interpretare la parte di Antony Perkins in “Aimez-vous Brahms” e tu saresti Ingrid Bergaman, l’affascinante violoncellista. –

-Nemmeno ora puoi impegnarti con le parole? Non hai nulla da dirmi in cui possa credere almeno come essere umano?-

 

Rifiutò perfino l’abbraccio di Giulia e si chiuse in bagno prima di andarsene definitivamente, a guardare allo specchio la faccia di un cretino che aveva appena salvato se stesso, condannando lei a non vivere più nessuna altra vita.

 

Prima di uscire, finse di non notare che lei chiedeva un ultimo bacio.

 

Giulia era l’unica protagonista della storia capace di starsene in silenzio a sgranare l’anima. Gli istanti sarebbero diventati fiori seccati tra le pagine della sua memoria.

 Per lei sarebbe stato più sensato emigrare in un paese tropicale, travestita da Audrey Hepuburn  in attesa di un destino altrettanto fatale, ma più caldo.

Sarebbe stata una strategia perfetta per Giulia. Era l’unica novità del suo presente, l’essere passata dalla tattica alla strategia.

<Si dice che la tattica è tutto quello che si può mettere in pratica quando si ha molto da perdere; della strategia che è quel che rimane da fare, quando si ha già perso tutto>

Un giorno  scopri che nell’errore di “un incontro” , un errore che include anche te, tuo marito e il ragazzo con gli occhiali patito della poesia e della letteratura incapace di amarti se non glielo chiedevi, se n’è  andato. E con lui hai perso tutto quello che avevi.

 Giuliana Argenio



Sussurrato da argeniogiuliana intorno alle 21:53 per quanto riguarda racconti/narrativa, poeti ospiti, argenio giuliana.

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mercoledì, 13 agosto 2008

Sonata a quattro mani

piano

Adagio lento,
moderato...
quasi uno studio
le prime note...

lentamente si svelano
in armonica eco...
è sottile l'intesa,
le fa palpitare.

le agili dita scorrono
si intrecciano,
si rincorrono....
è l'Allegro che avanza
col suo giocoso canto.

Dolce la scoperta
d’intesa perfetta:
alchimia di palpiti,
crescente trasporto...

La tensione vibra
in sinuosi arpeggi
il tema è concluso
in tremanti note …..

e che al grave incedere
del tempo
s’inchini adesso
malinconica la melodia,
e si chiuda l’incanto
in matematico accordo.

Natàlia



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 12:00 per quanto riguarda natĂ lia.

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martedì, 12 agosto 2008

Ira, di Beerok

raingeisha

Ira

***

Si innesta funesta nella mia mente
fuori controllo
senza che possa controllare
il suo dirompente potere

Vaga la memoria
fra tenui ricordi

E pensa a giorni d'estate
in cui tutto questo non si poteva
nemmeno immaginare

Consapevolezza di sè
di non essere nessuno

Speranza di poter diventare
un giorno
una donna migliore.

***

Beerok

[in ritardo... buon compleanno piccola!]



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 17:00 per quanto riguarda poeti ospiti, beerok.

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martedì, 12 agosto 2008

l'Ellisse, a Cristina

l'Ellisse, a Cristina

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Afferriamo l’esistenza
racchiusa nell’oggettiva delimitazione
della codifica del nostro essere
in rami di parole fiorite, colorate, spente
come tasselli policromatici d’un mosaico
circoscritto al linguaggio del nostro essere definito
con l’urgenza di crearci arte in estensione
ad altri corpi limitrofi e distanti
nei perimetri dell’individuale
appartenersi  come “essere”
in altrui avere.
Brancolando nei limiti propri
dell’espressione dell’idea in linguaggio
traduciamo l’indefinibile in
debole materia d’essere.
Codici dimensionali
tratteggiano profili d’esistenza
sull’ellisse d’estinzione
in dosi di tempo e spazio
dentellate da picchi d’intuizione.
Nell’illusione della percezione
fermiamo l’attimo preciso
dell’impronta del nostro sentire
nell’impalpabile densità
della sua inconsistenza.
***
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 16:52 per quanto riguarda natĂ lia, dia/loghi.

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martedì, 12 agosto 2008

Avvistamento... delicato

Si presenta così...

"Non so chi sono, né da dove vengo. Non so dove sto andando, né perché. So solo che non voglio scoprire, in punto di morte, di non avere vissuto."

Photobucket
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Day by day There’s a man in a suit Who’s gonna make you pay For the thoughts That you think and the words They won’t let you say

Sailing down a river alone I’ve been trying to find My way back home But I don’t believe in magic Life is automatic But I don’t mind being on my own

I'm not saying right is wrong it's up to us to make the best of all the things that come our way

All we know is that we don't know how it's gonna be please brother let it be life on the other hand won't make you understand we're all part of the masterplan

http://warningsign.splinder.com/

ed è la mia bambina.



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 16:46 per quanto riguarda avvistamenti poetici, beerok.

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lunedì, 11 agosto 2008

Pensiero... un concentrato.

tempo

A parte i nostri pensieri,

non c'è nulla che sia davvero in nostro potere.

***

Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza, non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il piacere della scoperta. (da La geometria)

***

L'uomo è una cosa imperfetta che tende incessantemente

a qualcosa di migliore e più grande.

***

René Descartes, Cartesio.

(1596 – 1650)



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 20:28 per quanto riguarda cartesio, dia/loghi.

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lunedì, 11 agosto 2008

Avvistamenti poetici e non

Avvistamenti poetici e non ...


da non perdere:

Su "Rossi Orizzonti": la terra ha molti luoghi, di Ettore Masina: http://rossiorizzonti.splinder.com/post/18032581

*****

non sono una gran commentatrice, esprimo qui il mio apprezzamento per le scelte poetiche operate da Cristina Bove nel suo "Giardino dei Poeti",

in particolare, oggi, consiglio la lettura di:

"io sto bene la notte" di Nunzia Binetti

qui: http://giardinodeipoeti.splinder.com/post/18048900

e di "Sussurri e silenzi" di Umberto Crocetti

qui: http://giardinodeipoeti.splinder.com/post/18033973

****

Un'Eva Luna interiorizzata e rivissuta dalla splendida Animatonda di Gloria D'Alessandro

qui: http://glodalessandro.splinder.com/post/18053847

*****

Una pioggia di stelle, da Patrizius

http://poetaperdere.splinder.com/

******

Un blog che silenziosamente e con piacere leggo è quello di Michele Giordano

qui: http://michelegiordano.blogspot.com/

****

e poi l'appena nato blog del mio carissimo amico Michelangelo Cervellera

qui: http://comunicamente.splinder.com

****

ed ancora... un Dialogo colto dal Cuoretondo

qui: http://cuoretondo.splinder.com/post/18060681/DIALOGO

****

oh.... la mia Casa Editrice preferita:

qui: http://www.kimerik.it/kimerik.asp

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a presto... Natàlia



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 10:33 per quanto riguarda avvistamenti poetici.

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lunedì, 11 agosto 2008

SE AVESSI UNA BACCHETTA MAGICA ….

Un racconto di Ivan Bui

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SE AVESSI UNA BACCHETTA MAGICA ….


"Qualcuno commentandomi mi ha definito uno scrittore jazz, non ci avevo mai pensato, confesso però che scrivendo questo racconto ho lasciato andare la … tastiera, senza preoccuparmi del risultato."

Ivan Bui

* * *

“Stanotte ho sognato Capraia, un ritorno alla natura, luoghi selvaggi, lunghe camminate, le mucche sulla spiaggia di Barcaggio …. magnifica vacanza. Ricordi ?” Mia moglie mi guarda con aria di rimprovero per un’altra promessa non mantenuta.

“Freud sosteneva che nel sogno sia possibile raggiungere l’appagamento di un desiderio.”.

Mio figlio scoppia a ridere, “Papà, ma sei proprio tu ? Stai bene? Non ricordo nemmeno l’ultima volta che ti ho sentito parlare di qualcosa che non fossero numeri, percentuali, profitti. Addirittura Freud, il vecchio Sigmund sarà stato anche pazzo, ma almeno un miracolo lo ha fatto.”.

Vorrei ribattere, ma non so da dove cominciare, ripiego nel solito sorriso, superfluo probabilmente, ognuno di noi é già rientrato nella propria dimensione. Un cenno di saluto mentre la porta si chiude alle mie spalle.

La mia giornata ha inizio.

Tutti i giorni da venticinque anni percorro questo tratto di strada. Non ho mai preso in seria considerazione l’idea di trasferirmi in città, questi trenta chilometri, col tempo, sono diventati quasi una necessità. Non ho bisogno di concentrarmi, le forme degli alberi, le costruzioni abbandonate, le macchie dei paesi che s’intravedono in lontananza sono riferimenti più che sufficienti. Entro in un tunnel e mi lascio trasportare.

Radio spenta, meglio non avere troppa fretta di calarsi nella realtà, ho imparato ad amare il silenzio, soprattutto al mattino, al ritorno é diverso, impossibile evadere, é il momento del riepilogo, ripasso gli eventi della giornata, ricostruendoli con grande precisione, guidare non mi disturba, anzi, mi concentro con più facilità. Ripasso mentalmente il programma, se necessario appena metto un piede in casa telefono ai miei collaboratori, aggiorno l’agenda e verifico il contenuto della borsa. Tutto perfettamente organizzato. I miei figli mi sfottono per queste che loro definiscono manie, figuriamoci se conoscessero i particolari.

Ma che male c’è nel voler iniziare la giornata dedicando un po’ di tempo a se stessi ? C’è chi fa yoga, chi tapis roulant, chi …..

Liberare la mente e sognare, devo ricordarmi di verificare se Freud ha sviluppato una teoria anche per i sogni a occhi aperti. Ripenso a mio figlio, il sorriso si fa più amaro, ma scaccio subito il pensiero, non voglio rovinare anche questo momento. Un momento quasi intimo, uno dei pochi che non dedico agli altri. Adoro i miei figli, mia moglie, i miei genitori, spesso però, sempre più spesso, mi sento prigioniero. Una sensazione forte, consapevole, niente a che vedere con la psicologia spicciola di quei settimanali che ti forniscono tutte le risposte in tre righe. Non sono infelice, non sono depresso, non mi sento soffocare, semplicemente, vorrei di più, vorrei vivere più vite contemporaneamente, entrare e uscire da una porta virtuale. Non mi rassegno all’idea di dover rinunciare a tutto quello che ho costruito (… detta così sembra una stronzata, ma il pensiero è più nobile ….). Non ne faccio una questione di giustizia, semplicemente mi sembra uno spreco che rende l’esistenza insulsa, vuota, inutile. Non credo in una vita divina, ma sono affascinato dal mistero anche se i fenomeni paranormali non mi convincono granché,. Amo pensare che quella di Verne, non fosse solo fantasia, ma il racconto, la cronaca di realtà vissute in un altro tempo, in un'altra dimensione. Una fuga di notizie.

Non una ma tante realtà che garantiscono l’eternità. Questo é il modello di vita eterna che mi affascina. Le mie però non sono angosce, non mi lascio opprimere, queste sono divagazioni, fantasie, che compensano il pragmatismo del mio vivere quotidiano. Difendo questi momenti di solitudine con ogni mezzo, anche a costo di essere egoista, in questi momenti mi sento libero, mi sento davvero me stesso, posso vivere le mie contraddizioni senza mimetizzarmi.

Quante volte ho sognato di avere una bacchetta magica. Se avessi una bacchetta magica, saprei materializzare un sogno? E’ sempre stato uno dei miei giochi preferiti, se avessi la bacchetta magica ??!!! Mi rivedo bambino, steso sul letto, impaziente, occhi aperti e muso lungo, aspetto che mia madre ponga fine alla tortura del riposino pomeridiano, guardo per la millesima volta la sveglia sul comodino, macchè, non si muove, allora ricomincio: i miei compagni che mi portano in trionfo dopo un goal decisivo, una casa di legno sulle rive di un grande fiume, in mezzo a una foresta di alberi altissimi. Laura, la bambina del secondo banco, in prima media. Pensieri che non riesco a trattenere, mi piacerebbe costruire trame intriganti, ma gli occhi cercano ancora una volta il movimento delle lancette. No, non saprei materializzare un sogno, ma che importa, la bacchetta magica non esiste, e i sogni, guai razionalizzare troppo i sogni, a definirne con dovizia i particolari, si uccide la libertà.

Il rito del caffé al bar del paese, l’edicola, i soliti commenti, giorni sempre uguali, cantava Ornella Vanoni, il gioco sta nell’anticipare ogni mossa col pensiero, una vita un po’ noiosa, ma ….. “Cazzo che nebbia,” un muro quasi invalicabile. Sarà meglio concentrarsi.

La nebbia, altro grande amore, la strada deserta, il silenzio irreale, manca solo la colonna sonora e potrebbe essere la scena finale de “La prima notte di quiete”, l’ho rivisto in tv, qualche sera fa, che delusione, e dire che allora mi aveva quasi stregato, ma i primi anni settanta avevano poteri magici, a partire dall’età. La mente però è un motore di ricerca particolare, basta una parola e spazia anche dove non vorresti, allora ripercorri la trama: un professore di liceo, apparentemente cinico, disincantato perde la testa per una sua allieva, a far da sfondo una Rimini notturna molto diversa da quella raccontata da Fellini. Una storia banale, che il regista è riuscito a rendere accettabile, una storia finita male, Alain Delon muore in un incidente stradale dopo l’unica notte d’amore trascorsa con Vanina.

Tu però non sei Valerio Zurlini e i ruoli si invertono, i ricordi si impadroniscono dei tuoi pensieri, riemergono episodi dimenticati, Giancarlo Giannini, Salvo Randone, Alida Valli, prendono i volti degli amici persi per strada, rivivi le delusioni, tornano le paure inconfessate.

“Stronzo, chi ti ha dato la patente ?” Freno d’istinto, l’auto si blocca, non vedo nessuno, guardo meglio, un uomo a dieci metri di distanza, forse venti, sta gridando come un ossesso, mi avvicino e lui si ripete, ma stavolta aggiunge vaffanculo, per i più puntigliosi, “Stronzo, chi ti ha dato la patente ? Vaffanculo.”. Ritorno sulla terra, chiudo in fretta tutte le porte, nell’ultima mi sembra di intravedere Giulio Verne che mi sorride, ma forse, e dico forse, è solo suggestione. Procedo lentamente fino al parcheggio, una ragazza distribuisce volantini, dal prossimo mese, parcheggiare costerà un pò più caro. Se avevo dei dubbi, sono subito fugati. Rispondo al saluto di un collega, cerco di ricordare la trama dei miei pensieri mattutini, ma non c’è verso, i problemi sono già tutti in fila ordinatamente, meglio tornare ai numeri, alle percentuali, ecc.

Mi regalo un sorriso, pensando che comunque vada, domani mattina mi spetta la mia ora …. d’aria.

***

Ivan Bui



Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 10:00 per quanto riguarda racconti/narrativa, poeti ospiti, ivan bui.

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domenica, 10 agosto 2008

IL VENTO TI AMAVA

OCCHI CHIUSI

I tuoi occhi,
aprendosi,
annunciavano l’alba.
E non c’era giorno
che non ti restituisse i colori
i profumi della campagna.
Sui tuoi piedi scalzi,
nella spiaggia deserta
il mare lambiva le tue orme
traboccanti di spuma.
E non c’era notte
che non adorasse
attraversare i vetri e
posarsi sul tuo ventre piatto
il tuo seno grondante
che non amasse colorarti di luna.
E non c’era vento
che non desiderasse planare
sui tuoi capelli sciolti,
il tuo levigato dorso.
E non c’era aria
che non anelasse a penetrare
i tuoi spazi aperti
varcandoli
ti amavano
gli alberi coi loro suoni
gli uccelli coi loro canti.
Sui rami frondosi,
le colline ricoperte di luna
posavano le stelle
sui vetri della casa
inondandola,
inondandoci.
 
giorgio.


Sussurrato da giorgiomedda intorno alle 17:23 per quanto riguarda amore, ricordi, malinconia, poeti ospiti, giorgio medda.

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sabato, 09 agosto 2008

temporale estivo

Temporale estivo
sabbia
S’infrange nell’irrequietezza del canto
l’onda schiumosa
sul bagnasciuga.
Rigonfia il suo moto
nello schiaffo del vento,
turbinio di sabbia e cocci di vetro:
graffiando l’arena
crea perle di smeraldo.
.
Di soppiatto si ritira
vuol tornare indietro.
In abissi di grigio
torbido di sgomento
pullula vita sommersa, infinita.
.
Si placa il lamento
nel pianto terso d’azzurro:
prisma di luce
e d’iride multicolore.
Tornerà al fondo,
terra nel sul letto,
fertile nel sale
di danze d’alghe ed anemoni rossi.
.
Domani la quiete
di un leggero gioco di schiuma
a cancellare impronte
di dita sottili sulla sabbia.
***
Natàlia


Sussurrato da Evaluna71 intorno alle 15:09 per quanto riguarda natĂ lia.

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lunedì, 04 agosto 2008

“Giorni di pioggia”

 2006-4 Gioielli

 

Una brezza spira fra i rami

biascicando parole nuove

mentre resti d’ombre

prendono forma

sul greto del fiume